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Studi storici

Storia dell'anabattismo. Vol. 2: Da Münster (1535) ai giorni nostri

Da Münster (1535) ai giorni nostri

di Ugo Gastaldi

editore: Claudiana

pagine: 856

10,33

La «Sacra Ancora»

Il principio scritturale nella riforma zwingliana (1522-1525)

di Fulvio Ferrario

editore: Claudiana

pagine: 313

La Riforma di Zwingli a Zurigo
5,42

La valdesia di Novgorod

«Giudaizzanti» e prima riforma (sec. XV)

di Cesare G. De Michelis

editore: Claudiana

pagine: 262

4,91

Medioevo cristiano e penitenza valdese

Il «Libro espositivo» e il «Tesoro e luce della fede». Vol. 2

di Romolo Cegna

editore: Claudiana

pagine: 294

5,04

Il papa deposto (Pisa, 1409)

L'idea conciliare nel grande scisma

di Aldo Landi

editore: Claudiana

pagine: 328

4,65

Diritti di Dio, diritti dei popoli

Pierre Jurieu e il problema della sovranità (1681-1691)

di Debora Spini

editore: Claudiana

pagine: 223

4,26

Concilio e papato nel Rinascimento (1449-1516)

Un problema irrisolto

di Aldo Landi

editore: Claudiana

pagine: 472

Al Concilio di Costanza (1414-18) la teoria del "conciliarismo" (la supremazia del concilio ecumenico sul papa) aveva ottenuto
8,01

La Riforma protestante nell'Italia del Cinquecento

di Salvatore Caponetto

editore: Claudiana

pagine: 526

L'Italia non ha avuto la Riforma perché gli italiani erano refrattari alle dottrine protestanti, o perché la situazione politi
30,47

La Bibbia di Olivetano

di Giorgio Tourn

editore: Claudiana

pagine: 144

Nell’assemblea di Chanforan (1532), il movimento valdese prende la decisione di adeguare le sue strutture (e la sua teologia) al movimento riformato, così come si sta configurando nell’area svizzero-francese; ma questa non è l’unica svolta: esso stabilisce anche di raccogliere i fondi per far tradurre e stampare la Bibbia in lingua francese. Ci si rende conto che la nuova situazione richiede nuovi strumenti di testimonianza e le antiche traduzioni in provenzale valdese non corrispondono più né alle esigenze dei tempi né allo stato delle ricerche. L’impresa affidata al riformatore Guillaume Farel viene realizzata da Pierre Robert, detto Olivetan, parente di Calvino, il quale, a sua volta, collabora alla Bibbia in oggetto, forse nella revisione dei testi, certo con la stesura di uno scritto in apertura e quasi certamente di una introduzione al Nuovo Testamento. Il frutto di questa immane fatica, portata a termine in poco più di due anni di lavoro, è la prima Bibbia protestante in lingua francese, consegnata ai valdesi nel 1535.Completa il volume un’analisi delle opere di Olivetano.«Olivetano ha vissuto la riscoperta della Scrittura come esperienza fondamentale, non solo a livello personale, soggettivo, ma come vocazione, come scelta esistenziale in vista del progetto di ricostruire una comunità autenticamente credente. Nella cristianità medievale la Bibbia non era realtà sconosciuta: il mondo biblico permeava, sia pure più con le sue immagini visive e mentali che con il suo messaggio, la vita quotidiana. Quella che gli uomini della Riforma riscoprono è invece la Bibbia come messaggio della Parola: "Senza l’Evangelo siamo inutili e vani, senza l’Evangelo non siamo cristiani"». Giorgio Tourn
18,50

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