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Lamentazioni su Gerusalemme

in uscita
Lamentazioni su Gerusalemme
Titolo Lamentazioni su Gerusalemme
Sottotitolo Sorge fra le macerie una speranza nuova
Autore
Argomento Spiritualità
Collana Spiritualità, 44
Marchio Claudiana
Editore Claudiana
Formato
Formato Libro Libro
Pagine 160
Pubblicazione 10/2026
ISBN 9788868984809
 
Prossima pubblicazione, disponibile dal 05-10-2026
18,00 €

 

Il libro in pillole

  • Un viaggio dentro il libro più doloroso della Bibbia, dove il pianto si apre alla speranza
  • Un commento narrativo che rende accessibili e vivi i versetti delle Lamentazioni
  • Bibbia e arte dialogano per illuminare il senso delle rovine e della sofferenza oggi

Che cosa resta quando una città è distrutta e persino Dio sembra tacere? Giampiero Comolli rilegge le cinque elegie delle Lamentazioni come parole rivolte anche al nostro presente, segnato da guerre, rovine e solitudini. Tra poesia biblica, immagini dell’arte e meditazione, il lamento dà voce al dolore e lo rende condivisibile. Proprio mentre ogni prospettiva pare perduta, l’invocazione continua: nel silenzio si custodisce l’attesa tenace del ritorno di Dio.

«A tratti, però, in questi lunghi monologhi affranti, dove la voce di lei si alterna a quella di lui, compare pure un barlume di speranza. Malgrado il silenzio inesorabile di Dio, quella donna piangente, quell’uomo straziato non sono giunti alla conclusione che il Signore tace perché non c’è, perché è morto pure lui, o perché, più semplicemente, non è mai esistito.
Continuano invece ad aspettarlo e a invocarlo. È proprio in questa insistenza assurda, in questa inestinguibile speranza nel ritorno di Dio, che si nasconde la certezza sconvolgente della loro straordinaria fede».
Giampiero Comolli

L'autore risponde...

1. Perché leggere oggi un libro doloroso come Lamentazioni?
Perché parla anche al nostro tempo. Davanti a guerre, distruzioni e vite spezzate, queste pagine ci insegnano a non distogliere lo sguardo dal dolore, a sostare nelle macerie e a cercare proprio lì una possibilità di speranza.

2. Come può nascere la speranza in mezzo alle macerie?
La speranza non cancella le macerie e non finge che il dolore non esista. Nasce dall’ostinazione di chi, anche quando tutto sembra perduto, continua ad attendere, a interrogare Dio e a credere che il silenzio non sia l’ultima parola.

3. Perché il silenzio di Dio è così importante nel libro?
Perché nelle Lamentazioni Dio viene invocato continuamente, ma sembra non rispondere. È un silenzio inquietante, persino scandaloso, che mette alla prova la fede e ci costringe a chiederci che cosa significhi continuare a sperare.

4. Si può protestare contro Dio e continuare a credere?
È proprio ciò che fanno le voci delle Lamentazioni. Accusano Dio, lo interrogano, quasi litigano con lui. Ma continuare a rivolgersi a Dio, anche con rabbia, significa non interrompere il rapporto e attendere ancora da lui una risposta.

5. Perché nel libro compaiono così tante opere d’arte?
Ho cercato nelle immagini delle rovine un altro modo per entrare nelle Lamentazioni. Pittura e letteratura ci aiutano a contemplare ciò che resta dopo una catastrofe e a porci la stessa domanda del testo biblico: che senso ha ciò che è accaduto?

6. Che cosa ci dicono le rovine?
Le rovine interrompono la normalità e ci ricordano che ciò che sembrava stabile può crollare. Ci costringono a fermarci e a guardare diversamente il tempo, la storia e noi stessi. Diventano così una domanda aperta sul senso di ciò che resta.

7. Le Lamentazioni vogliono spiegare il dolore?
Non offrono una spiegazione facile né una consolazione immediata. Prima di cercare risposte, chiedono di ascoltare il dolore delle vittime, rispettarlo e attraversarlo. Solo dopo questo percorso può affiorare qualcosa che assomiglia alla speranza.

8. Perché continuare a pregare quando Dio non risponde?
Perché quella preghiera ostinata è già una forma di resistenza. Chi continua a invocare Dio rifiuta di accettare che il silenzio sia definitivo e mantiene aperto uno spazio nel quale una risposta, una presenza o una consolazione possono ancora arrivare.

9. Che cosa significa imparare a stare nel silenzio?
Non significa rassegnarsi o smettere di fare domande. Significa riconoscere che non possediamo tutte le risposte e continuare comunque a interrogare, ascoltare e attendere, lasciando aperto uno spazio in cui possa manifestarsi qualcosa di inatteso.

10. Qual è, allora, la speranza delle Lamentazioni?
Non è un lieto fine improvviso e non cancella il dolore vissuto. È una speranza fragile, ostinata, che continua a parlare, ricordare, protestare e pregare. Una luce che non arriva al posto delle macerie, ma comincia a sorgere proprio in mezzo a esse: chi si ostina a domandare, non rinuncia alla parola, al linguaggio; e proprio questa resistenza ostinata della parola alimenta la speranza.

 

Indice testuale

Introduzione: un libro stupendo e perturbante

  1. Prologo a teatro
  2. Fra le macerie una speranza nuova
  3. Notizie preliminari suLamentazioni
  4. Il fascino per le rovine antiche

Rembrandt e Geremia

 

  1. Prima elegia

1.1     Gerusalemme giace in pianto

Friedrich e l’abbazia in rovina

1.2     Lutto e confessione di peccato

1.3     Gerusalemme, città “impura”

1.4     Dio viene “denunciato”

Géricault e “La zattera della Medusa”

1.5     Nostalgia del Consolatore

1.6     Una preghiera ostinata

 

  1. Seconda elegia

2.1     È forse il Signore il vero nemico di Gerusalemme?

2.2     Sì, è Lui il nemico!

Isaac Singer e il “litigio” con Dio

2.3     Il disfacimento di Gerusalemme

2.4     Mancano le parole per il dolore

Wordsworth e la capanna in rovina

2.5     Osservando una città distrutta

Hubert Robert e le rovine del Louvre

2.6     Una città che non pensa più al futuro?

Goethe nella campagna romana

2.7     In piedi, di fronte a Dio, per non dare tregua a Dio

 

  1. Terza elegia

3.1     Un uomo totalmente solo

Piranesi e le sue “carceri d’invenzione”

3.2     Un dio mostruoso?

Goya e il “dio cannibale”

3.3     Percepire in silenzio la grazia di Dio

Clérisseau e la “stanza del pappagallo”

3.4     Dio non vuole il nostro male

3.5     Eppure tu, Signore, non ci hai perdonato

3.6     Lo hanno perseguitato senza motivo

3.7     De profundis

 

  1. Quarta elegia

4.1     Un residuo indistruttibile di senso

Stuart e Revett sull’Acropoli di Atene

4.2     Finisce l’elenco degli orrori

4.3     Vana ricerca di un capro espiatorio

4.4     Hanno catturato il re, è la fine per noi

 

  1. Quinta elegia

5.1     L’ultima preghiera

5.2     Arrivano le volpi

Mario Praz e il “senso delle rovine”

5.3     «Facci tornare a te, o Signore!»

 

Conclusione: la lingua salvata

1. La confusione delle lingue

Bruegel e la Torre di Babele

2. Arriva il giorno della grande gioia

Biografia dell'autore

Giampiero Comolli,
scrittore e giornalista, ha realizzato reportage di viaggio e condotto inchieste sui fenomeni religiosi contemporanei. Ha insegnato pratiche meditative presso la Libera Università dell’Autobiografia di Anghiari. Già presidente del Centro Culturale Protestante di Milano, collabora con il settimanale “Riforma” e con la rivista “Doppiozero”.
Il suo libro più recente per Claudiana è Le prime parole di Adamo ed Eva. La lingua dell’innocenza nel Giardino dell’Eden (2024).

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