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Ma chi siamo noi?

in uscita
Ma chi siamo noi?
Titolo Ma chi siamo noi?
Sottotitolo 1. La questione identitaria nei libri di Rut e Giona
Autori ,
Prefazione
Collana Spiritualità, 43
Marchio Claudiana
Editore Claudiana
Formato
Formato Libro Libro
Pagine 200
Pubblicazione 05/2026
ISBN 9788868984700
 
Prossima pubblicazione, disponibile dal 25-05-2026
19,00 €

 

Il libro in pillole

  • Rut e Giona: identità che accoglie, non chiude
  • Un libro per capire il presente attraverso le Scritture
  • Due voci, una lettura fresca e coinvolgente

Che cosa significa dire «noi»? Rut e Giona rispondono spiazzando ogni identità chiusa. Nel primo racconto, una donna straniera entra nella storia della promessa; nel secondo, Dio guarda con misericordia Ninive, la città nemica. Due libri brevi e potenti per interrogare il presente e scoprire nella Bibbia una parola più larga delle nostre appartenenze, capace di aprire relazione, futuro, ascolto e speranza.

«La questione dell’identità caratterizza il nostro tempo. È attorno all’identità che si accendono passioni, si focalizza il conflitto, avvengono scelte politiche e si stendono agende etiche. Anche le religioni si trovano a ripensarsi entro questo orizzonte, e inevitabilmente i loro testi sacri vengono letti a partire dalla domanda identitaria. Ma le Scritture ebraico-cristiane si presentano come una grande discussione, impossibilitata a restringere ad imbuto una parola divina che è plurale. Per questo Rut e Giona non offrono un’identità tutta di un pezzo: aprono invece un dialogo in cui la fede si scopre attraversata dall’altro, e in cui la domanda su chi siamo resta aperta alla promessa di Dio».

Gli autori rispondono...

1. Come nasce questo libro?
Nasce da un lavoro di lettura condivisa, fatto di incontri, ascolto e domande reali. Ci interessava portare sulla pagina il tono colloquiale e dialogico con cui leggiamo la Bibbia: una voce di donna e una voce di uomo che si ascoltano, si correggono, si completano. Rut e Giona sono diventati il nostro laboratorio per affrontare la questione dell’identità senza slogan.

2. Qual è la domanda di fondo?
Che cosa intendiamo davvero quando diciamo “identità”. È un muro da difendere, una bandiera da brandire, oppure una storia da abitare insieme ad altri? Le Scritture non offrono una definizione unica e compatta: aprono un confronto. Leggendo Rut e Giona abbiamo voluto mostrare come i racconti biblici mettano in crisi i nostri confini troppo sicuri.

3. Perché parlarne oggi?
Perché la questione identitaria caratterizza profondamente il nostro tempo. Attorno all’identità si accendono passioni, si focalizzano conflitti, si prendono decisioni politiche ed etiche. Anche le religioni sono attraversate da questa domanda. Rut e Giona mostrano quanto le identità chiuse impoveriscano la fede e la vita civile, mentre la Bibbia chiede di sostenere la complessità.

4. Che taglio ha il volume: commento, saggio, meditazione?
È un commento narrativo e insieme un esercizio di attualizzazione. Seguiamo i testi con attenzione, ma non per pedanteria: ci interessa l’arte del racconto e ciò che produce in chi legge. La Bibbia è una grande discussione, una biblioteca di voci diverse. Per questo alterniamo analisi, domande, esempi, risonanze contemporanee e dialoghi interni alle Scritture.

5. Perché la scelta di una lettura a due voci?
Perché il testo biblico è plurale e chiede pluralità. Mettere in dialogo uno sguardo femminile e uno maschile non è un artificio: è un modo per far emergere sfumature, resistenze e risonanze diverse. Il dialogo delle Scritture domanda anche quello dell’atto di lettura. Chi legge non è mai un osservatore neutro: entra nel testo con la propria storia.

6. Che cosa vi ha sorpreso di Rut?
Il rovesciamento degli stereotipi. La storia parte dal punto di vista di migranti e di donne senza protezione: proprio i soggetti che la narrazione dominante tende spesso a rendere invisibili. Eppure è lì che si apre il futuro, attraverso la bontà quotidiana, l’hesed, una fedeltà concreta più forte di ogni schema identitario.

7. E di Giona?
Che è un profeta molto umano: riluttante, a tratti persino comico. Vorrebbe un Dio prevedibile, coerente con i nostri desideri di punizione. Invece il racconto mostra un Dio libero, capace di cambiare strada, di offrire seconde possibilità, di avere misericordia anche della città nemica. Giona mette in crisi l’idea che la giustizia coincida con la vendetta.

8. Che ruolo hanno lettrici e lettori in questo percorso?
Un ruolo attivo. Ci piace l’immagine di chi legge come di una spigolatrice o di uno spigolatore: non entra nel testo da proprietario, ma da ospite che raccoglie con attenzione. La Bibbia non è un magazzino da cui prendere frasi utili, né un repertorio di conferme: è una casa da abitare, accettando il tempo e la fatica dell’ascolto.

9. A chi si rivolge il libro?
A chi legge la Bibbia con curiosità, passione o anche esitazione. A chi è stanco di contrapposizioni semplici e cerca una parola affidabile per orientarsi nel presente. A chi, nelle comunità e nelle relazioni civili, sente che la questione identitaria è ormai inevitabile e va affrontata senza paura, lasciando che le Scritture interroghino le nostre appartenenze.

10. Che cosa vorreste restasse, alla fine?
Una disponibilità a rivedere i confini. Rut e Giona non chiedono di rinunciare all’identità, ma di sottrarla all’idolo della chiusura. Vorremmo che restasse una pratica: leggere con lentezza, dialogare, cercare chiavi diverse, riconoscere l’altro come interlocutore. E, soprattutto, la libertà di un Dio più grande delle nostre immagini, anche di quelle religiose.

 

Indice testuale

Prefazione di Paolo Curtaz

Introduzione

1. Il libro di Rut. Capitolo 1

1.1 Due brevi racconti che riscrivono l’Esodo

1.2 Collocazione del libro di Rut

1.3 Ambientato al tempo dei Giudici

1.4 Scritto dopo l’esilio

1.5 Una storia di migranti

1.6 In una terra straniera e nemica

1.7 Donne protagoniste del proprio destino

1.8 La legge del levirato

1.9 Lo schiaffo di Dio

1.10 Un controcanto dell’Esodo?

1.11 Una storia dal punto di vista dei migranti

1.12 Un esodo laico

1.13 In tanti modi Dio è presente

1.14 Anche le esperienze dolorose sono vita

2. Rut. Capitolo 2

2.1 Non tutto è redento

2.2 Rut, capitolo 2

2.3 Necessità dell’agire umano

2.4 Le norme dello spigolare

2.5 L’attualità di norme arcaiche

2.6 Il lavoro che restituisce dignità

2.7 Centralità della giustizia

2.8 Una giustizia che va oltre le regole

2.9 Una giustizia che diventa bontà

2.10 La restituzione della propria storia

2.11 Spigolatori delle Scritture

3. Rut. Capitolo 3

3.1 Il cammino fin qui percorso

3.2 Il terzo atto

3.3 Una cospirazione tra donne…

3.4 … che allude a un’altra storia…

3.5 …una storia fondativa riscritta

3.6 Una seduzione rischiosa

3.7 Rut e l’emorroissa

3.8 Le ali di Dio e il mantello di Boaz

3.9 Tra diritto di riscatto e levirato

3.10 Rut, la donna virtuosa dei Proverbi

3.11 Il cibo e la maledizione abolita: una nuova identità

3.12 I ruoli ribaltati

4. Rut. Capitolo 4

4.1 L’ultimo atto del libro di Rut

4.2 Alle porte della città

4.3 Il diritto di riscatto

4.4 Riscatto della terra e farsi carico di Rut

4.5 Forzare la tradizione

4.6 La responsabilità del levirato per aprire nuovi inizi

4.7 Rut e Giobbe: una comunità solidale

4.8 Nella casa di Boaz

4.9 Un mondo patriarcale messo sottosopra

4.10 Un bambino figlio anche di Noemi

4.11 Donne straniere nella genealogia di Israele

4.12 Una Torah di bontà

4.13 Un messianismo non trionfale, fragile e precario

4.14 Non esclusione ma accoglienza

4.15 La possibilità di vincere la sterilità

5. Il libro di Giona. Capitolo 1

5.1 Rut e Giona: la ricerca del volto dell’altro

5.2 Un’introduzione al testo di Giona: il genere letterario

5.3 Il personaggio

5.4 Il tema del libro

5.5 Uno sguardo di insieme sul racconto

5.6 Il testo

5.7 Un Dio empatico…

5.8 … che fa una richiesta sconcertante…

5.9 … a un uomo in fuga

5.10 La prima via di fuga: il sonno

5.11 L’invito a collaborare

5.12 I marinai e il desiderio di capire

5.13 La confessione di Giona e il tentativo di salvare tutti

5.14 L’umanità dei marinai

5.15 L’ironia del testo e dei suoi capovolgimenti

5.16 Un Dio oltre le convinzioni stereotipate

5.17 Immagini troppo “educate” di Dio

6. Giona. Capitolo 2

6.1 Dove siamo: riassunto della puntata precedente

6.2 Il testo

6.3 Una terapia d’urto

6.4 La preghiera di Giona

6.5 La figura ambivalente del pesce

6.6 Dio ascolta il grido del disperato

6.7 La salvezza è nelle mani di Dio

6.8 Ambiguità della situazione

6.9 Ambiguità nella preghiera: una preghiera bugiarda

6.10 Parole inopportune: sono un primo passo

6.11 Un passo avanti, ma non è ancora preghiera

6.12 Ma è la preghiera di un disperato

6.13 Il rischio dell’ipocrisia

6.14 Una pedagogia divina non solo orizzontale

6.15 Una immagine meno antropomorfica di Dio

6.16 Ma Dio interviene direttamente?

6.17 Riconoscere la voce di Dio: ascolto, senza vittimismo

7. Giona. Capitolo 3

7.1 Verso una nuova partenza

7.2 Prima scena (Giona 3,1-4)

7.3 Un secondo invio

7.4 Con variazioni

7.5 Il Dio delle seconde volte

7.6 Seconda scena (Giona 3,4-9)

7.7 Una grande liturgia penitenziale

7.8 Una conversione di piedi e di testa

7.9 Un profeta di successo

7.10 La profezia straniera

7.11 La libertà di Dio e le nostre presunzioni

7.12 Le false partenze di lettori e lettrici

7.13 Terza scena (Giona 3,10)

7.14 Un Dio che si pente: il perdono come processo

8. Giona. Capitolo 4

8.1 Il capitolo conclusivo

8.2 Il testo

8.3 La subitanea conversione di Ninive…

8.4 … un bene per Dio, un male per Giona

8.5 L’accusa a Dio di “non fedeltà”

8.6 Domande sul perdono

8.7 Ciò che è bene per Giona, secondo Dio

8.8 All’ombra della capanna e del ricino

8.9 La pedagogia dei gesti…

8.10 … per allargare gli sguardi

8.11 La possibilità di dominare il male

8.12 Una domanda aperta

8.13 Ripensare la giustizia

8.14 Leggere la Bibbia con la Bibbia

8.15 Non finisce il lavoro del lettore

8.16 Avere sguardi altri

8.17 Una profezia straniera

8.18 Anche la Bibbia è parola altra

9. Conclusione

Biografia degli autori

Lidia Maggi

è pastora battista. Svolge un ministero biblico itinerante. Tra le sue pubbicazioni ricordiamo: Elogio dell’amore imperfetto (Cittadella 2011), Fare strada con le Scritture (Paoline 2017), Una fragile bellezza (San Paolo 2017), Bibbia e web (EMP 2021).

Angelo Reginato

è pastore della Chiesa Battista di Lugano. È impegnato nella formazione biblica e nel dialogo ecumenico. Tra le sue pubblicazioni, segnaliamo: Lavoro (Emi 2008), «Che il lettore capisca» (Mc 13,14). Il dispositivo di cornice nell’Evangelo di Marco (Cittadella 2009).

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