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Antisemitismo. L'odio insensato che non finisce mai – Firenze

Dove

via dei Serragli, 49 Firenze

Quando

domenica 8 dicembre 2019
dalle 17.00 alle 19.00
Con Maria Cristina Carratù, Crescenzo Piattelli, Vladimir Golkorn, Isabella Gagliardi, Debora Spini, Daniele Garrone.

Centro Culturale Protestante "P. M. Vermigli" di Firenze, Claudiana editrice e libreria di Firenze, Diaconia Valdese Fiorentina e Chiesa Valdese di firenze invitano alla tavola rotonda sul tema "Antisemitismo. L'odio insensato che non finisce mai".
Con la partecipazione di:
Maria Cristina Carratù, giornalista de “La Repubblica”
Crescenzo Piattelli, rabbino della Comunità Ebraica di Siena
Vladimir Golkorn, giornalista e scrittore 
Isabella Gagliardi, SAGAS, Università di Firenze 
Debora SpiniCentro Culturale Protestante “P.M.Vermigli” Firenze,
Daniele Garrone, pastore valdese, ordinario di Antico Testamento presso la Facoltà valdese di Roma

«Per molti secoli, lo sguardo rivolto a persone di fede ebraica è stato improntato a pregiudizi, falsità e mezze verità, malevoli accuse. A lungo, i cristiani hanno preso le distanze dagli ebrei in modo diffamatorio, trasmesso false informazioni sull’ebraismo e spesso, per ignoranza, non sono stati consapevoli di ciò che è comune alle due tradizioni di fede. Nei trascorsi decenni di dialogo cristiano-ebraico abbiamo imparato che non possiamo parlare dell’ebraismo senza parlare al tempo stesso della fede cristiana. Una rinnovata visione dell’ebraismo deve anche mutare la presentazione che i cristiani fanno di sé, se non vogliamo continuare a descrivere la nostra identità come separazione dall’ebraismo e sua denigrazione».
Hans-Christian Knuth, Chiesa evangelica luterana unita di Germania

«A partire dagli anni Settanta del XX secolo – gli stessi in cui ebbe inizio l’impresa che ha condotto a questo libro – in Germania ci si rese conto che – come cristiani –, oltre a fare i conti con la Shoah, era necessario impugnare il tradizionale antigiudaismo. Di più, occorreva passare dall’ignoranza, o peggio ancora, dai diffusi stereotipi relativi agli ebrei, alla conoscenza e, se possibile, al dialogo, per giungere a una nuova visione, anche teologica, dell’ebraismo. Tutto ciò deve diventare patrimonio del “cristiano qualunque”, così come, per troppo tempo, pregiudizi, stereotipi e immagini distorte hanno fatto parte del bagaglio del “normale” membro di chiesa cristiana».
Daniele Garrone

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